Dunque anche l'Italia infine ha sospeso l'acquisto di vaccini per l'influenza A/H1N1. Speriamo solo che non faccia come altri paesi "ricchi" che li hanno rivenduti ai pavesi poveri...
Che cosa rimane dopo la paranoia mediatica?
1) Topo Gigio è immortale: ma quanti anni ha, e soprattutto come si cura?
2) di tutti gli allarmi moltiplicati dai mass media bulimici di emergenze, rimane un fatto importante: è bene lavarsi le mani più volte al giorno.
La memoria va allora a una narrazione di malattia molto particolare, l'ultimo episodio del film "Caro Diario" di Nanni Moretti. In "Medici", episodio dedicato alla sua malattia, felicemente superata, il regista spiega di aver capito una grande lezione:
3) diffidare dei luminari della medicina che prendono per allergia un tumore;
4) tutte le mattine, prima di fare colazione, bere un bel bicchiere d'acqua.
La cosa fa sorridere, ma è evidente che la crisi della medicina contemporanea sta tutta in queste esperienze: grandissime innovazioni, grandissima professionalità, troppi interessi commerciali e mancanza di qualsiasi educazione sanitaria degna di questo nome.
Lavarsi le mani, bere un bel bicchiere d'acqua... ci manca solo "una mela al giorno"!
Ma tant'è, ci voleva Topo Gigio...
venerdì 15 gennaio 2010
Dopo il flop dell'influenza A/H1N1, meglio Nanni Moretti o Topo Gigio?
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mercoledì 23 dicembre 2009
Qualità vs quantità (in televisione!)
Si parla da anni di "qualità", come rimedio alla religione dell'Auditel, il flagello quantitativo che ha ucciso la televisione italiana.
Finalmente la RAI ha fatto qualcosa.
Il massimo, ora, sarebbe avere a disposizione i dati. Per ora si può dire che RAITRE è il canale migliore dal punto vista qualitativo: ci voleva una ricerca, per capirlo?
Però il passo è storico: nel senso che la RAI aveva già questo servizio, negli anni Sessanta e Settanta, si chiamava "indice di gradimento". Ma con gli splendidi anni Ottanta si decise di abolirlo: era molto meglio la quantità: "se fai tanto ascolto, sei bravo", qualsiasi cosa vada in onda. Qualsiasi: dal plastico di Cogne, in avanti.
Finalmente la RAI ha fatto qualcosa.
Il massimo, ora, sarebbe avere a disposizione i dati. Per ora si può dire che RAITRE è il canale migliore dal punto vista qualitativo: ci voleva una ricerca, per capirlo?
Però il passo è storico: nel senso che la RAI aveva già questo servizio, negli anni Sessanta e Settanta, si chiamava "indice di gradimento". Ma con gli splendidi anni Ottanta si decise di abolirlo: era molto meglio la quantità: "se fai tanto ascolto, sei bravo", qualsiasi cosa vada in onda. Qualsiasi: dal plastico di Cogne, in avanti.
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mercoledì 16 dicembre 2009
La lotteria del posto di lavoro
Insomma, il conflitto tra capitale e lavoro è finito. Ma forse questo è un po' troppo.
Non si pretende di evocare il lavoro come forma di realizzazione dell'individuo (pare eccessivo). Ma la dignità del lavoratore dove è finita?
La storia della lotteria per il posto di lavoro ha già fatto il giro del mondo.
I media stranieri trovano la cosa curiosa e divertente, con lo stesso spirito con cui i TG italiani parlano dei reali d'Inghilterra ("gente davvero originale!").
Dal fordismo siamo passati direttamente al pallottoliere. Ah, ecco adesso ci vorrebbe un bello studio sulle modalità innovative delle aziende italiane per reclutare "i propri collaboratori", come vengono definiti i dipendenti, con un'espressione degna del mega direttore galattico di Fantozzi.
Oltre il lavoro come variabile dipendente del capitale, è la fine della dignità della persona.
Ah, ecco... Buon Natale.
Non si pretende di evocare il lavoro come forma di realizzazione dell'individuo (pare eccessivo). Ma la dignità del lavoratore dove è finita?
La storia della lotteria per il posto di lavoro ha già fatto il giro del mondo.
I media stranieri trovano la cosa curiosa e divertente, con lo stesso spirito con cui i TG italiani parlano dei reali d'Inghilterra ("gente davvero originale!").
Dal fordismo siamo passati direttamente al pallottoliere. Ah, ecco adesso ci vorrebbe un bello studio sulle modalità innovative delle aziende italiane per reclutare "i propri collaboratori", come vengono definiti i dipendenti, con un'espressione degna del mega direttore galattico di Fantozzi.
Oltre il lavoro come variabile dipendente del capitale, è la fine della dignità della persona.
Ah, ecco... Buon Natale.
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lunedì 30 novembre 2009
Sociologia, cioè il nulla
"Spesso il reato di concorso esterno in associazione mafiosa si dimostra più di carattere sociologico che penale".
La citazione è quasi letterale. Le parole sono state pronunciate oggi al TG da un uomo politico molto importante nell'attuale maggioranza di governo in Italia. L'Italia, il paese che ha inventato ed esportato la mafia.
Ma questo reato (fatto apposta per perseguire politici e altri uomini di potere che appoggiano le azioni della malavita organizzata) è... "sociologia", cioè non esiste.
La citazione è quasi letterale. Le parole sono state pronunciate oggi al TG da un uomo politico molto importante nell'attuale maggioranza di governo in Italia. L'Italia, il paese che ha inventato ed esportato la mafia.
Ma questo reato (fatto apposta per perseguire politici e altri uomini di potere che appoggiano le azioni della malavita organizzata) è... "sociologia", cioè non esiste.
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mercoledì 14 ottobre 2009
Orari novecenteschi
Gli operai del cantiere iniziano a lavorare alle 8,00 (vorrebbero anche prima, ma ci sono i regolamenti, d'altra parte loro vengono giù dalla valle entro le 7: "Per evitare il traffico...").
Alle 12,00 precise, scatta la pausa pranzo: non si sgarra, è il momento della calma, per chi non ama il dolce suono del martello pneumatico.
Alle 13,00 si riparte, alle 17,00 si stacca.
Tutti i santi giorni.
Lavoro duro, durissimo in certi casi; pericoloso spesso (non "rischioso").
Però un lavoro con gli orari, cioè le certezze. Si inizia a una certa ora, si finisce ad un'altra. Sabato e domenica non si lavora. La separazione tra vita professionale e vita privata esiste (esiste ancora).
E' anche possibile santificare le feste: domenica non si lavora (non c'è la "consegna"... e non si può dire "sono in ritardo, lavoro oggi e magari anche 'stanotte").
Non sempre funziona così, ma è consolante pensare che esiste una categoria che, di norma, vive ancora nel Novecento. Con le certezze, se non contrattuali e di sicurezza, almeno di orario.
Alle 12,00 precise, scatta la pausa pranzo: non si sgarra, è il momento della calma, per chi non ama il dolce suono del martello pneumatico.
Alle 13,00 si riparte, alle 17,00 si stacca.
Tutti i santi giorni.
Lavoro duro, durissimo in certi casi; pericoloso spesso (non "rischioso").
Però un lavoro con gli orari, cioè le certezze. Si inizia a una certa ora, si finisce ad un'altra. Sabato e domenica non si lavora. La separazione tra vita professionale e vita privata esiste (esiste ancora).
E' anche possibile santificare le feste: domenica non si lavora (non c'è la "consegna"... e non si può dire "sono in ritardo, lavoro oggi e magari anche 'stanotte").
Non sempre funziona così, ma è consolante pensare che esiste una categoria che, di norma, vive ancora nel Novecento. Con le certezze, se non contrattuali e di sicurezza, almeno di orario.
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venerdì 9 ottobre 2009
Questione di bilancio
Dunque, la circolare del Ministero dice che per ridurre la diffusione della pandemia è importante: lavarsi le mani, di frequente. Non solo, è anche importante usare il sapone liquido e gli asciugamani di carta.
Bene, bravi, al Ministero pensano proprio a tutto.
Però quest'anno alla scuola (basta prenderne una a caso) mancano 5 mila euro netti netti. E quindi la scuola può scegliere: comprare il sapone? Comprare gli asciugamani di carta? Lasciare che la pandemia faccia il suo corso? Chiedere al Ministero di decidersi: o la grana o l'influenza?
La soluzione sarà la solita: oltre alla carta igienica, oltre ai gessetti, oltre a tutto il resto... pagheranno le famiglie.
Come direbbe l'Abantantuono di Marrakech: "... s'è paradossal!".
Bene, bravi, al Ministero pensano proprio a tutto.
Però quest'anno alla scuola (basta prenderne una a caso) mancano 5 mila euro netti netti. E quindi la scuola può scegliere: comprare il sapone? Comprare gli asciugamani di carta? Lasciare che la pandemia faccia il suo corso? Chiedere al Ministero di decidersi: o la grana o l'influenza?
La soluzione sarà la solita: oltre alla carta igienica, oltre ai gessetti, oltre a tutto il resto... pagheranno le famiglie.
Come direbbe l'Abantantuono di Marrakech: "... s'è paradossal!".
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venerdì 2 ottobre 2009
"Dagli al giovane"
Ce lo ricordano i sindaci italiani.
Da LaRepubblica.it: "Comuni, basta prostitute e sicurezza. Ora i sindaci se la prendono con i giovani"
Non c'era bisogno di questo studio per capire che aria tira: individui lasciati in balia delle sirene del mercato e poi puniti quando sgarrano.
Un esempio? Mai vista la pubblicità delle bevande alcoliche esplicitamente ai giovani? In tv in prima serata?
Da LaRepubblica.it: "Comuni, basta prostitute e sicurezza. Ora i sindaci se la prendono con i giovani"
Non c'era bisogno di questo studio per capire che aria tira: individui lasciati in balia delle sirene del mercato e poi puniti quando sgarrano.
Un esempio? Mai vista la pubblicità delle bevande alcoliche esplicitamente ai giovani? In tv in prima serata?
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